
Un popolo guerriero
I nostri turisti il secondo giorno si recheranno verso la comunità Masai di Rombo, alle pendici delle Kilimanjaro. È un ottimo posto per conoscere lo stile di vita, la musica, l'arte e la cultura di ogni tribù del villaggio.
Restando in linea con la cibosofia del nostro itinerario, i nostri turisti attraverso il cibo conosceranno l’antica trubù Masai, l’unica tribù a non essere stata resa schiava dai coloni, proprio perché riuscì a combattere coraggiosamente, ecco perché sono idealizzati nell’immaginario dell’Occidente come feroci guerrieri.
Food Experience


I turisti qui si immergeranno nel cuore delle tradizioni kenyote attraverso il cibo tradizionalmente povero, perché non sempre ci sono i soldi a disposizione per la spesa, non tutti i giorni si ha la possibilità di andare in città, i maasai vivono nella steppa e sono lontani da essa, e per questo motivo il pasto abituale dei maasai è una grande casseruola di alluminio colma di polenta o di una “kikombe” (tazza) di “chai” (foglie essiccate di te con latte bollito, nota bevanda usata dalla tribù maasai) o del te in mancanza del latte, dovendo rinunciare anche a un buon contorno di “emboga” (tradotto significa contorno di verdura).
Un altro alimento povero è una varietà di cavolo a foglia, chiamata “Sukuma Wiki” che tradotto letteralmente significa “spingere la settimana” ovvero “arrivare a fine settimana” ed è chiamata così perché questa verdura si trova molto facilmente nei campi senza grandi sforzi ed ha sempre permesso alle popolazioni di sfamarsi anche nei periodi più difficili dell’anno per i raccolti.
Infine a dimostrazione della alla presenza della popolazione indiana, ritroviamo nell’alimentazione kenyota il chapati, che viene realizzato con un impasto di farina, il quale viene avvolto in una bobina prima di essere rotolato in un cerchio rotondo piatta. L’impasto viene poi fritto in una padella in modo che diventi croccante sui bordi, ma rimane umida e pastosa all’interno. Si tratta di una sorta piadina keniota da mangiare con fagioli, verdura, zuppe.
E’ loro abitudine mangiare in compagnia e non necessariamente solo in famiglia, ma anche solo tra amici o spostandosi nei vari villaggi adiacenti casa, in ogni capanna si è i benvenuti con una buona polenta calda, e non ci sono orari, si mangia quando si ha fame e anche più volte al giorno nell’arco dell’intera giornata, dove si trova cibo pronto ci si sente invitare con un “karibu sana” (benvenuti a pranzo) e guai provare a rifiutare, ci rimarrebbero male.

Nella cultura maasai e per tradizione, le donne mangiano con le donne, gli uomini mangiano con gli uomini, solo i piccoli bambini e ospiti non appartenenti al popolo maasai possono mangiare con chi preferiscono, però data l’inclinazione sostenibile (in questo caso nella dimensione sociale del termine) del nostro itinerario, i turisti rispetteranno tale tradizione.
